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I Colori della Tradizione
La corsa dei fujenti
La città dei Fuochi
I riti del Venerdì santo
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La Festa del Soccorso

La Festa del Soccorso è una delle manifestazioni più caratteristiche di San Severo. Ogni anno richiama diverse migliaia di turisti per i riti barocchi e gli spettacoli di strada ma anche per l’accensione delle “batterie”.

Un intenso miscuglio di sacro e profano in cui la devozione dei fedeli e i profumi di carne alla brace si alternano al fragore dei caratteristici fuochi pirotecnici. La festa, che si svolge nella terza settimana di maggio, vede il simulacro della Madonna Nera, Patrona della città, percorrere le vie del centro storico “scortata” dai compatroni, San Severo Vescovo e San Severino Abate..

Il culto verso la Madonna del Soccorso, ebbe inizio nel 1306 a Palermo. A San Severo arrivò nella  seconda metà del Cinquecento quando, vicino alla chiesetta di San Pietro (attuale Santuario del Soccorso), fu eslposto con gran devozione, il simulacro mariano di colore bruno stile bizantino pare provniente dalla Sicilia.

Fin dall'inizio, la popolazione sanseverese, contemplò con occhi insaziabili di amore, la cara Immagine e s'innamorò perdutamente di Lei. Era portata processionalmente per la città e fuori, per benedire le nostre campagne.

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La corsa dei fujenti

Durante la lenta e lunga processione che accompagna la Patrona dei sanseveresi, il silenzio religioso dei fedeli è intervallato dal fragoroso scoppio delle “batterie”, il cui ritmo frenetico è scandito dalla veloce corsa dei “fujenti” che, con il loro coraggio e la loro determinazione, sfidano a pochissima distanza i botti che esplodono. Il fiume di gente che corre, precedendo di poco la lunga sequenza di scoppi di polvere da sparo, costituisce una suggestiva metafora del limite tra la vita e la morte, memoria degli antichi riti dionisiaci che animano da sempre il territorio.

Simili alle “mascletás” valenciane, le “batterie”, note anche col nome di“ fuochi”, sono sequenze di esplosioni di diversa intensità: aprono lo spettacolo le “rotelle”, isolati giochi di luce e rumore; segue la “batteria”, una lunga miccia che, bruciando, fa esplodere botti in ritmica successione, intervallata da bengala, mortaretti, fontane, strappi, il tutto in crescendo verso l'ultima sezione del fuoco, il “finale”, velocissimo e ritmato. L'esorcizzante culto dello scoppio delle batterie, caratterizza le feste sanseveresi dall'età barocca.

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La città dei Fuochi

Da anni la Pro Loco dedica particolare attenzione alle tradizioni popolari legate alla Festa del Soccorso, il più importante momento di aggregazione e di marketing territoriale.

Durate i festeggiamenti della terza settimana di maggio, la nostra Associazione di promozione turistica organizza il “Palio delle Batterie Serali”, dove la tradizione legata ai fuochi si “sposa” con la religiosità popolare legata al culto della Madonna Nera. Al Palio partecipano importanti artisti pirotecnici che si contendono l’ambito riconoscimento.

Molto atteso e seguito anche il Piromusicale, un altalenarsi di colori, scoppi e musiche con un'unica regia.

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I Riti del Venerdì Santo

Di grande importanza a San Severo sono i Riti della Settimana Santa, che toccano l’apice della tensione drammatica nella rappresentazione del Venerdì Santo. All’Alba si avviano tre processioni: i Confratelli del Soccorso dalla Chiesa di Sant’Agostino (o del Soccorso), l’Arciconfraternita del Rosario dalla Chiesa dei Celestini e i Confratelli dell’Orazione e Morte.

I tre cortei si dirigono in Piazza Castello, dove, alla presenza di migliaia di fedeli, avviene l’Incontro tra la Madonna e Gesù alla colonna. L’avvicinarsi tumultuoso delle due statue "L'incontro" si traduce in emozioni nell’anima degli spettatori che si commuovono alla vista della croce.

Al tramonto dello stesso Venerdì, una processione serale, si snoda dalla chiesa di Santa Lucia, ripropone il funerale del Cristo morto in un’urna barocca seguito dal Simulacro della Vergine.

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Ultimo aggiornamento Domenica 25 Ottobre 2009 17:45