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I Castelli

 

Nelle campagne dell'Alto Tavoliere si possono scorgere i resti di numerosi Castelli e siti medievali, per lo più normanni e svevi, tra i quali Fiorentino, Dragonara e Castelpagano (o Castelsaraceno), risalenti all’incirca al X-XI secolo. Le sorti di questi borghi e fortilizi medievali condividono un destino comune: conosciuta la fama sotto la dominazione sveva, sono stati abbandonati e successivamente distrutti. Di tanta antica grandezza, depredata nel tempo da pastori, passanti e costruttori di palazzi e nuove città, restano pochi ruderi fortemente suggestivi e capaci di trasmettere ad un animo attento le emozioni di un passato glorioso.

Nella sua bellezza originaria si è invece conservato il Castello di Torremaggiore, residenza dei de Sangro, principi di San Severo e feudatari della zona. Attualmente ospita uffici comunali, tra cui la Biblioteca e il Museo sugli scavi di Fiorentino.

 

Fiorentino

I resti dell’antico Fiorentino si trovano a circa 10 km a sud di Torremaggiore, su una collina denominata dello “Sterparone”, lungo la “provinciale” che porta da San Severo a Castelnuovo della Daunia. Edificata tra il 1018 e il 1023 dal bizantino Basilio Bojohannes, la città divenne presto un baluardo strategico e difensivo in grado di fronteggiare gli attacchi dei nemici, in particolare Longobardi, Arabi e Germani. Divenuta prima sede vescovile, poi contea normanna nel XII-XIII secolo, acquistò una notevole fama grazie a Federico II, che la scelse come propria dimora e dove la leggenda vuole sia morto il 13 dicembre 1250.

Furono, questi, gli anni di maggior splendore della città medievale, con la presenza della corte itinerante del “puer Apuliae”. La città venne distrutta nel 1255 durante le lotte tra il Papato e gli Svevi, quasi tutti superstiti si rifugiarono a Torremaggiore. Nel 1442, Alfonso d’Aragona, re di Napoli, lasciò il sito a Paolo de Sangro, duca di Torremaggiore e Principe di Sansevero.

Oggi di Fiorentino sono visibili i ruderi della “domus federiciana” e della Cattedrale, ma la sua fama di “loca sollaciorum”, luogo di svago, è sopravvissuta nel tempo lasciando una traccia indelebile nella storia del territorio. Importanti reperti sono stati recuperati durante le campagne di scavo e che presto diventeranno parte integrante di un Museo su Fiorentino.

Castel FiorentinoCastel Fiorentino

 

Dragonara

Incerti sono sia il suo nome che le origini. Alcuni studiosi ritengono che l’appellativo Dragonara derivi da “Drion”, per i suoi querceti, altri da “Tracon” per i solchi scavati dal fiume Fortore e utilizzati dai contadini per conservare la paglia o gli animali; altri ancora da “Drionare”, cioè altari di Drion, o da “Travunara”, che in calabrese significa “massa piovana che prorompe da un luogo”. La fondazione della città è stata attribuita al catapano bizantino Basilio Bojohannes (fondò anche Fiorentino e altri insediamenti limitrofi) tra il 1018 e il 1022. Antichissima sede vescovile, subì l’assedio dei Longobardi, dei Saraceni e di diversi imperatori tedeschi, fino alla sua completa distruzione nel XIII secolo a causa di carestie, questioni politiche e crisi economiche. I cittadini furono costretti ad abbandonare il castello e la città e a rifugiarsi nell’Abbazia di San Pietro di Torremaggiore.
Dell'insediamento oggi rimangono solo poche tracce: il castello fortificato, edificato da Paolo I de Sangro nel Quattrocento e ristrutturato nel Settecento, ed una torre posta poco distante che la leggenda vuole collegata al castello da un passaggio sotterraneo. Attualmente proprietà privata, è parte integrante del progetto comunitario “Life Natura Fortore” che ha come obiettivo la tutela e salvaguardia degli ambienti naturali lungo la Valle del fiume.

DragonaraDragonara

 

Castel Pagano

A soli 15 Km da San Severo, sorge una delle rocche storicamente imprendibili della zona, costruita con lo scopo di sorvegliare le vie d’accesso al “Gargano mistico”: qui si intersecano la "Via Sacra Langobardorum", che congiunge i santuari garganici con quelli presenti sul Tavoliere, e la "Via Francesca". L’asperità dei monti circostanti hanno da sempre rappresentato un’ottima difesa naturale. È conosciuto anche con il nome di “Castelsaraceno”, poiché la tradizione narra che sia stato fondato nel 916 d.C. dai Saraceni, i quali si rifugiarono e dimorarono sul Gargano fino al 960, quando vennero scacciati da papa Giovanni XIV.

Passato sotto il governo normanno e poi tedesco, fu solo sotto la dominazione sveva che Castel Pagano acquisì una notevole fama, in particolare grazie a Federico II che contribuì al suo ripopolamento. Ceduto a diverse famiglie nobiliari, tra le quali anche i de Sangro, oggi rientra del Parco Nazionale del Gargano. Dell’antica città non restano che la torre quadrangolare e alcune mura. Di recente sono state finanziate opere per il recupero della struttura.

Castel PaganoCastel Pagano

Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Ottobre 2009 15:50